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14 Marzo 2017

Stress ossidativo e menopausa: polimorfismo di un gene coinvolto nell'equilibrio ossidante/antiossidante altera marcatore nel sangue

Written by DF Medica’s Scientific Advisory Board

Stress ossidativo e menopausa: polimorfismo di un gene coinvolto nell'equilibrio ossidante/antiossidante altera marcatore nel sangue

Uno studio recente condotto su un gruppo di donne sane ha indagato la presenza di una correlazione tra variazioni dei geni codificanti per i principali enzimi antiossidanti e i marcatori dello stress ossidativo nel sangue, con risultati significativi specialmente per quanto riguarda la categoria di donne in post-menopausa.

Lo stress ossidativo è il risultato di un eccesso di specie reattive dell'ossigeno (ROS), sottoprodotti del metabolismo che, in quantità eccessive, possono avviare e promuovere anche la cancerogenesi. Per contenere gli effetti dannosi delle ROS, le loro concentrazioni sono controllate dal sistema di difesa antiossidante endogena che include enzimi antiossidanti come la superossido dismutasi, le glutatione perossidasi, la catalasi, e la glutatione-S-transferasi. La superossido dismutasi, le glutatione perossidasi e la catalasi, sono coinvolti nella disattivazione dell’anione superossido ed anche di altri ROS, compreso il perossido di idrogeno, generati in presenza di ossigeno dall’anione superossido. Gli enzimi glutatione-S-transferasi costituiscono invece una seconda linea di difesa che può disintossicare composti elettrofili che causano stress ossidativo.

L'attività degli enzimi antiossidanti risente dei polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) in questi geni e di conseguenza può influenzare lo stress ossidativo.

Nello studio pubblicato qualche mese fa dalla rivista “PLOS ONE”, i ricercatori dell’Università di Buffalo (USA) hanno esaminato in un campione di donne sane l'associazione tra gli SNP nei geni che codificano questi enzimi ed un marcatore diretto dello stress ossidativo, le sostanze reattive dell'acido tiobarbiturico. I ricercatori statunitensi hanno scoperto che una variazione del gene superossido dismutasi 2 è associata ad un marcatore di stress ossidativo presente nel sangue, in particolare tra le donne in postmenopausa. La proteina codificata da questo gene, la manganese superossido dismutasi si trova nei mitocondri e converte l’anione superossido prodotto dalla catena di trasporto degli elettroni in ossigeno e perossido di idrogeno. Lo studio riporta che tra le donne con il genotipo TT a livello sanguigno le sostanze reattive dell'acido tiobarbiturico erano più alte (1,35 nmol/ml). Dopo stratificazione in base allo stato menopausale, per le donne in post-menopausa il valore è rimasto il più basso tra gli eterozigoti (1,32 nmol/ml) rispetto ai genotipi TT (1,40 nmol/ml) o CC (1,34 nmol/ml). 

I risultati dello studio suggeriscono che gli individui eterozigoti hanno una maggiore capacità di far fronte allo stress ossidativo mentre quelli con il genotipo TT minore. È stato ipotizzato infatti che la variante alanina (allele C) può favorire il trasporto del precursore della superossido dismutasi nei mitocondri e ciò comporterebbe una maggiore attività basale dell’enzima. La variante che risulta dalla sostituzione del residuo 16 con la valina (allele T), al contrario, potrebbe essere parzialmente arrestata dentro la membrana mitocondriale interna avendo ripercussioni sulla sua funzione.

Lo studio ha un importante punto di forza: l’ampia dimensione del campione (1402 donne dai 35 ai 79 anni di età residenti nello stato di New York), che ha permesso ai ricercatori di esaminare sottogruppi definiti in base allo stato menopausale. Lo studio ha difatti poi trovato che l'associazione con il gene superossido dismutasi 2 era limitata alle donne in postmenopausa. La mancanza dell’associazione tra le donne in premenopausa invece può essere correlata alle loro più alte concentrazioni di estrogeno circolante e ai suoi metaboliti, così che l'impatto del genotipo non era rilevabile. Questo perché la menopausa è caratterizzata dal calo della produzione di estrogeni, ormoni che possono agire come antiossidanti.

Alle donne in postmenopausa che presentano il genotipo TT sarebbe opportuno indicare una dieta ricca di antiossidanti che dovranno essere consumati regolarmente. Cioè verdure e frutta con un alto contenuto rispettivamente di vitamine A (bietole, broccoli, spinaci, pomodori e carote) e vitamina C (fragole, kiwi, meloni, arance ed uva). Ed anche alimenti ricchi di vitamina E come ad esempio olio di oliva o di semi di girasole. Oltre alla dieta sarebbe necessario modificare lo stile di vita, ad esempio facendo attività fisica (l’esercizio fisico regolare porta ad un aumento della risposta adattativa allo stress ossidativo) e mantenendo il peso forma, eliminando il fumo e l’assunzione di alcol.

FONTE: Minlikeeva, Albina N., et al. "Single-Nucleotide Polymorphisms and Markers of Oxidative Stress in Healthy Women." PloS one 11.6 (2016): e0156450.

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