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26 Ottobre 2017

Vitamina A: un gene ne influenza l’efficienza metabolica e il comportamento alimentare

Vitamina A: un gene ne influenza l’efficienza metabolica e il comportamento alimentare

I carotenoidi sono composti colorati che possiedono pigmenti gialli, arancioni e rossi e che sono principalmente sintetizzati nelle piante e nei microrganismi. Ad oggi sono stati caratterizzati più di 600 carotenoidi e quelli più abbondanti nel sangue umano sono il licopene, la provitamina A, la luteina, la zeaxantina e la β-criptoxantina. Quest’ultimi contrastano efficacemente i radicali liberi derivati dall'ossigeno e proteggono le lipoproteine a bassa densità (LDL) dall'ossidazione. Hanno inoltre effetti benefici sulla salute umana riducendo il rischio di malattie croniche (ad esempio quelle cardiovascolari ed i tumori).

Uno studio dell'Università di Nagasaki, pubblicato sulla rivista “PLOS ONE”, ha valutato l’effetto di un polimorfismo a singolo nucleotide che si colloca vicino al gene che codifica l’enzima β-carotene ossigenasi 1 sui livelli di carotenoidi nel sangue in un gruppo di giapponesi adulti.

Questo enzima è l’ossigenasi più nota nell'uomo e sintetizza vitamina A a partire dalla provitamina A.

In sostanza le concentrazioni medie di provitamina A nel sangue dei soggetti omozigoti per l’allele wild type (genotipo GG), sia in totale sia suddividendoli per sesso, sono significativamente superiori a quelle dei portatori dell’allele alternativo T (genotipi GT e TT), mostrando che gli omozigoti GG hanno livelli di provitamina A nel sangue di 2 volte più alti rispetto a quelli dei portatori dell’allele T.

Nonostante si era già a conoscenza del fatto che gli omozigoti GG hanno una minore quantità e quindi un’attività catalitica ridotta dell’enzima β-carotene ossigenasi 1 a differenza dei portatori dell’allele T che ne esprimono a livelli superiori, l’idea più importante che emerge da tutto questo è che la vitamina A sintetizzata a partire dalla provitamina A ingerita può avere un ruolo nel controllo del comportamento alimentare. I portatori dell’allele T consumerebbero meno frutta perché scindono con efficienza la provitamina A e l’organismo dà loro il segnale di consumare meno frutta. D'altra parte, gli omozigoti GG consumerebbero più frutta, perché scindono in maniera inefficiente e devono mangiare più frutta per ottenere la quantità necessaria di vitamina A di cui il loro organismo ha bisogno.

Ai portatori dell’allele T si potrebbe suggerire di arricchire la propria dieta con alimenti a maggior contenuto di provitamina A come albicocche, bietole, carote, erba cipollina, spinaci, rape, prezzemolo, tarassaco e miglio. Per aiutarne l’assimilazione poi andrebbero consumate preferibilmente crude e condite con olio extravergine di oliva.

In tema di vitamine la genetica può essere utile per capire il bisogno individuale di micronutrienti e superare la visione standard delle linee guida nazionali per il fabbisogno di nutrienti. Il dato genetico, inoltre, può servire da indicazione per accertare l’eventuale metabolismo deficitario attraverso esami del sangue o altri esami funzionali e quindi dare inizio a un trattamento nutrizionale che può dirsi veramente personalizzato.

FONTE: Yabuta, Suemi, et al. "Common SNP rs6564851 in the BMCO1 Gene Affects the Circulating Levels of β-Carotene and the Daily Intake of Carotenoids in Healthy Japanese Women." PloS one 11.12 (2016): e0168857.

 
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