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05 Aprile 2017

Evento a porte chiuse Nutrigenetics, nutrigenomics and epigenetics for a modern approach to preventive medicine

Written by DF Medica’s Scientific Advisory Board

Evento a porte chiuse Nutrigenetics, nutrigenomics and epigenetics for a modern approach to preventive medicine

L’Università di Salerno ha ospitato il giorno 3 aprile un evento a porte chiuse organizzato da DF Medica con la collaborazione di DF Medica Polska per i nostri più fedeli professionisti in Polonia come riconoscimento per la loro collaborazione di lungo periodo tramite la quale portano avanti il metodo DF Medica e la filosofia del healthcare personalizzato vocato alla prevenzione. L’evento è stato anche un’occasione per includere alcuni studenti della Facoltà di Medicina.

L’evento dal titolo  Nutrigenetics, nutrigenomics and epigenetics for a modern approach to preventive medicine, aveva l’obiettivo di essere un’occasione d’ispirazione per i presenti a cui è stato presentata una prospettiva unica sui progressi in tema di ricerca scientifica nei campi della Genetica e della Genomica correlate con la nutrizione e la prevenzione in una prospettiva evolutiva.

Gli interventi sono stati tenuti da quattro membri del Board Medico-Scientifico di DF Medica: Alessandro Weisz, Professore di Patologia Generale all’Università di Salerno che ha ospitato l’evento, Giovanni Scapagnini, Professore di Biochimica Clinica all’ Università del Molise ed esperto di meccanismi dell’invecchiamento biologico, Eugenio Luigi Iorio, Medico e fondatore dell’Osservatorio Internazionale dello Stress ossidativo, e Fabio Sallustio, ricercatore specializzato in espressione genica e bioinformatica.

Uno tra gli aspetti primari trattati all’interno della conferenza è stato il ruolo della genetica nelle principali patologie non comunicabili, come il diabete di tipo 2, l’obesità e le malattie cardiovascolari. Tali patologie sono multifattoriali e multigeniche. Dal punto di vista genetico, infatti, le mutazioni che potrebbero contribuire allo sviluppo della condizione patologica sono riscontrate a livello di una pluralità di geni. In questo quadro la genotipizzazione nutrigenomica assume un ruolo fondamentale in quanto rende possibile l’individuazione di tratti predisponenti al fine di prevenire o ritardare il manifestarsi della condizione patologica. Nel mondo della medicina preventiva questo approccio personalizzato si sta confermando sempre di più ed è sempre più ampiamente riconosciuto quale vero e proprio metodo indispensabile al mantenimento della salute.

Un secondo aspetto emerso all’interno della conferenza è stato rappresentato dall’applicazione della genomica in rapporto ai trattamenti farmaceutici, branca più comunemente denominata farmacogenomica e ancora in una fase iniziale del proprio sviluppo, ma molto promettente. In futuro la farmacogenomica permetterà di pianificare le terapie farmacologiche sulla base del genoma dell’individuo al fine di ottimizzarne gli effetti: la genotipizzazione farmacogenomica renderà infatti possibile determinare la potenziale insensibilità del paziente al farmaco o la reazione avversa al trattamento.

La medicina preventiva e predittiva è vista dal secondo il mondo scientifico come la chiave per le patologie legate all’invecchiamento, affermano il Dr. Iorio e il Prof. Scapagnini. Inoltre gli avanzamenti nella comprensione delle interazioni molecolari tra i principi fitochimici e la risposta ossidativo/infiammatoria, approfondite anche grazie agli studi condotti sulle popolazioni più longeve del pianeta, stanno contribuendo a progettare strategie nutrizionali efficaci mirate alla longevità e al miglioramento della salute.

La ricerca sta progredendo anche nell’affascinante campo dell’Epigenetica, la scienza che studia il modo in cui l’ambiente e lo stile di vita individuale può influenzare l’attività genica attraverso modificazioni a livello del DNA stesso. Il Professor Weisz ha coinvolto il pubblico con un intervento molto interessante durante il quale ha passato in rassegna i contributi scientifici che hanno affrontato sotto il punto di vista teorico e pratico una pluralità di stimoli e condizioni che possono influenzare l’epigenoma, il quale, a differenza del genoma, rivela una maggiore propensione a modificarsi in modo rapido e reversibile in risposta a cambiamenti che interessano l’ambiente cellulare. Queste caratteristiche fanno intuire le potenzialità di questa branca della genetica nell’applicazione alla medicina di prevenzione.

In conclusione, per dirla con le parole del Dr. Sallustio, “l’era post-genomica aprirà una serie di possibilità entusiasmanti”.

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